Con Radioactive è andata a concludersi la sesta stagione di True Blood, lo show ideato originariamente da Alan Ball e, almeno in origine, ispirato alla serie di romanzi scritti da Charlaine Harris. Come accade ogni anno la serie si presenta seguendo uno schema ben preciso, quello di una macro storia, un macro evento, legato ad un gran numero di personaggi primari e tante, troppe, story line secondarie atte a tenere in vita chi altrimenti cadrebbe nel dimenticatoio.
Ovviamente con questo gigantesco intreccio non tutto funziona a meraviglia, e anche quest'anno la serie HBO ha pasticciato un po' troppo con alcune trame.
COSA HA FUNZIONATO:
•Vamp Camp: la prima vera grande sorpresa di questa stagione è stata la storyline legata al Vamp Camp, il campo di detenzione per i vampiri, e alla sua ideatrice Sarah Newlin. Se inizialmente il personaggio di Anna Camp era poco più che una macchietta la sesta stagione ce l'ha restituita sotto forma di viscida politica pronta a portare avanti l'odio verso i vampiri. I campi di detenzione e tutta la trama legata ad essi sono stati senza dubbio la parte migliore della serie riuscendo a salvare personaggi fino a quel momento insulsi ed inutilizzati.
•Jason: come sempre Jason Stackhouse si dimostra l'arma in più della serie. Dategli una trama e lui la renderà memorabile; mettetelo accanto al personaggio più inutile e lui lo trasformerà in un essere utile. Anche sotto forma di toy boy riesce ad essere ironico e ad ingigantire qualsiasi situazione.
•Il Salto: "6 mesi dopo" e parte la paura. In realtà il salto temporale presente a metà del season finale funziona benissimo. Ormai lo sappiamo benissimo che True Blood tende a sbrigare le proprie faccende nel penultimo episodio lasciando all'ultimo il compito di condensare in 50 minuti tutti i plot twist e i WTF inseribili. Questa volta invece la scelta è stata saggiaed il cliffhanger promette una settima stagione simil carneficina.
COSA NON HA FUNZIONATO:
•Warlow: sarò stato ingenuo ma da quanto fattoci vedere nella scorsa stagione Warlow si doveva presentare come il villain definitivo della serie, in grado di riunire tutti i personaggi sotto un'unica grande minaccia. Cosa abbiamo avuto invece? Nulla, o meglio un uomo che sembrava applicare alla lettera "Teorema" di Marco Ferradini. Un uomo passato da minaccia a amante, da amante a riserve di sangue fatato e da riserva di sangue fatato a psicopatico. Forse tutto questo serve a dimostrare ancora una volta come la serie sia ormai ancorata su dei binari ben precisi e su come solo alcuni personaggi riescano a tirare avanti le trame annullando completamente gli altri.
•Bilith: non fraintendetemi, non ho odiato al 100% Bilith e tutti i suoi dolori sentimentali; semplicemente mi hanno deluso. Se mi dai una divinità folle, coperta di sangue e totalmente invincibile pretendo che come minimo tu mantenga almeno una di queste promesse. Bilith invece è stata solo un travestimento mal riuscito, un modo come un altro di reinventare il personaggio di Bill (ormai arrivato alla frutta forse) tirandosi però indietro nel momento più difficile. L'eterna indecisione che ha afflitto il personaggio e il continuo ridimensionarsi sembrano il sintomo di una grande confusione, di una grande paura su quello che sarebbe potuto diventare Bill.
•Sam Merlotte & Alcide: com'è abitudine di True Blood alcuni personaggi minori vengono relegati a storie insulse e poco importanti. Sam Merlotte è ormai un fedele abbonato di questo trattamento e quest'anno ha trascinato nel tunnel anche Alcide e il suo branco.
RIMANDATI:
•Eric Northman: il vampiro vichingo è stato superbo per tutta la stagione, ha mantenuto intatte tutte le sue promesse e ha dimostra ancora una volta come Alexander Skarsgård sia in grado di rendere tridimensionale il suo personaggio. Allora perché rimandarlo? Beh perché tralasciando la scena che avrà reso felice molte spettatrici tutto quello che la segue è un gigantesco WTF.
Questa sesta stagione ha saputo porre rimedio ai suoi errori deviando il cammino iniziale grazie alla forza di alcuni personaggi. Se la settima sarà l'ultima stagione ci aspettiamo una carneficina tra regular e recurring. Ci risentiamo tra meno di un anno!
